Esce oggi una nuova canzone del Futuro Disco.
Si chiama “Un Pugile”. Pezzone.
Testo e musica: Gianluca Bernardo
Mix, mastering e chitarra elettrica: Franco Pietropaoli (Ermes Records / Muro Del Canto)
Video : Eleonora Cugini e Gianluca Bernardo
Una produzione: larepubblicadellenuvole.it / donostia.it
Un pugile la puoi acciuffare su tutte le piattaforme del ca33o ma anche qui:
Note
“Un Pugile” fa parte delle canzoni scritte anni fa tra Berlino e Roma.
Ha un testo in prima persona ma e parla sicuramente di me; ma, come sempre, parla anche un po’ di te.
Parla di quelli che combattono i propri fantasmi, i propri demoni, giorno dopo giorno, per liberare loro stessi, i loro affetti e, alla fine, tutti noi. Il mondo è pieno di questi eroi silenziosi, di questi pugili poco raccontanti che incassano e colpiscono, colpiscono e incassano spinti da un’idea alta e discreta di libertà.
Amore spesso, guardia alta sempre.
Il Futuro Disco di Gianluca Bernardo?
Alla fine del maledetto 2020 Gianluca Bernardo – “il cantautore più sottovalutato della storia, ma meglio così!” – già autore e voce di Rein e DerWald – ha iniziato a pubblicare una serie di canzoni racchiuse sotto il nome “il futuro disco di Gianluca Bernardo”, un progetto-cantiere che terminerà prima o poi con la pubblicazione del primo disco dal cantautore romano.
In un’epoca liquida, apocalittica e di precarietà le canzoni possono così vivere come piccole parti di un tutto ancora da definire. Un punto fermo però c’è già: queste piccole pillole di folk da camera, un po’ elettro, un po’ psichedelico vecchia maniera, prendono vita in un progetto che utilizza la parola “futuro”. Brividi!
Un pugile – testo della canzone
E come un pugile con i suoi fantasmi
d’improvviso le canzoni alla radio
hanno iniziato a parlare di me
e non potevo cambiare stazione
così strinsi i pugni nel bosco
senza neanche riuscire a toccare la riva del fiume
Era l’estate del cervo e del gatto
delle conifere intorno al cuore
le migrazioni di uccelli in attesa
del trionfo delle memorie
e casa mia non la riconoscevo
e casa mia era crollata nel Sole
E correva come il vento
se scappava dai fantasmi
E gli assassini dal passo lungo
ogni sera ammazzavano un giorno
lo ricoprivano di nuvole d’oro
nascondendosi dentro il tramonto
e poi gettavano tutte le prove
nella schiuma del mare
e i bastardi la spuntano ancora
come vedi a fare del male
molto spesso basta mezz’ora
per una vita di macerie
per una vita coi pugni chiusi
per una vita da ricostruire
E correva come il vento
se scappava dai fantasmi
Roma/Berlino – autunno 2017


Foto Emanuele Martorelli